STORIA DE NANE

 

di Romano Pascutto

 

interpretata da Sandro BuzzatiI

 

con i canti e le musiche di Gualtiero Bertelli





 

 

Una delle storie del poeta veneto Romano Pascutto, storie di un mondo scolpito a tutto tondo con grande maestria nell'invenzione e nell'uso di una lingua particolare: il suo, il nostro dialetto.
Un "andar poetando quasi da cantastorie che è l'incontro di tre aure linguistiche: vi si coniugano sulla base del dialetto Piove Livenza che arriva sino al bellunese, influssi lessicali e sintattici friulani e soprattutto dolcezze che sono tipiche della Bassa e che attestano lo vicinanza di Venezia". (Andrea Zanzotto)
Nel poemetto la vita di Nane - e perché no, quella del poeta stesso - si allarga a storia esemplare di una classe sociale, di un frammento della nostra vicenda patria negli anni del primo Novecento: lo condizione della povertà rappresentata nella sua crudele realtà naturale e tra le barocche immagini proprie dell'inventiva popolare. Nane viene sfruttato nella sua forza e dimenticato nelle sue qualità ed infine viene condotto alla morte. Quest'uomo semplice, la cui vita non è solo povera di beni materiali ma anche di strumenti per esprimersi e dei suoi quotidiani desideri, questo rozzo contadino è pronto, nei rari momenti di pausa, a strappare gioia e persino stupita contemplazione alla durezza della condizione.
"La poesia di Pascutto è percorsa dalla nostalgia di un mondo che garantisce cittadinanza a qual- siasi uomo e gli rende possibile la serenità e la gioia dello stare con altri uomini". (Franco Loi)

Un monologo intenso, commovente, a tratti buffo e divertente quello di Sandro Buzzatti, accompagnato dalla fisarmonica, dalla chitarra e dalla voce di Gualtiero Bertelli che per questa rappresentazione ha scritto le musiche originali.