NEGRI, FROCI, GIUDEI & CO.

L'ETERNA GUERRA CONTRO L'“ALTRO”

 

con

 

Gian Antonio Stella

voce narrante

 

Gualtiero Bertelli

voce, fisarmonica, chitarra

 

e con

 

“LA COMPAGNIA DELLE ACQUE”:

 

Giuseppina Casarin: voce

Paolo Favorido: pianoforte

Domenico Santaniello: contrabbasso

Rachele Colombo: percussioni, mandola, voce

e

Maurizio Camardi: sassofoni, flauto

 

Testi di

Gian Antonio Stella

 

Ricerca musicale di

Gualtiero Bertelli

 

Liberamente ispirato a

“Negri, froci, giudei & co.: l'eterna guerra contro l'altro” di Gian Antonio Stella (Rizzoli, 2009)

 

 

Il libro

L’inondazione di odio in Internet, i cori negli stadi contro i giocatori neri, il risveglio del demone antisemita, le spedizioni squadristiche contro gli omosessuali, i rimpianti di troppi politici per “i metodi di Hitler”, le avanzate in tutta Europa dei partiti xenofobi, le milizie in divisa para-nazista, i pestaggi di disabili, le rivolte veneziane contro gli “zingari” anche se sono veneziani da secoli e fanno di cognome Pavan, gli omicidi di clochard, gli inni

immondi alla purezza del sangue…

Come a volte capita nella storia, proprio negli anni in cui entrava alla Casa Bianca il primo nero è rifiorita la pianta maledetta del razzismo, della xenofobia, del disprezzo verso l’altro che pareva rinsecchita nella scia del senso di colpa collettivo per il colonialismo, per le leggi Jim Crow negli Stati Uniti, per l’apartheid in Sudafrica e soprattutto per l’Olocausto.

Dal terrore dei barbari alle pulizie etniche tra africani, dalle guerre comunali italiane al peso delle religioni, fino alle piccole storie ignobili di questi giorni, Stella ricostruisce un ricchissimo e inquietante quadro d’insieme di ieri e di oggi del rapporto fra “noi” e gli “altri”. Perché “la storia documenta una cosa inequivocabile: l’idea dell’‘altro’ non è affatto assoluta, definitiva, eterna. Al contrario, dipende da un mucchio di cose diverse ed è del tutto relativa. Temporanea. Provvisoria”.

 

Lo spettacolo

Dal libro al sito internet, dal Web al cd musicale, dal cd allo spettacolo teatrale: ormai da diversi anni alcuni dei libri e dei temi che sono più cari a me e alle persone cui sono più vicino sono diventati degli spettacoli teatrali portati in scena con molti amici, da Marco Paolini a Moni Ovadia, da Bebo Storti a Natalino Balasso, ma soprattutto con la Compagnia delle Acque di Gualtiero Bertelli, uno dei più noti dei cantautori italiani e autore di canzoni come “Nina”.

Era nato tutto così, tra amici che nella vita quotidiana fanno i lavori più vari, come un’idea, forse neppure originalissima, per presentare un libro in modo diverso. Con qualche fotografia e qualche canzone. E’ diventato qualcosa di più. Una combinazione tra il monologo e la musica, le fotografie e i filmati e altre cose ancora.

Eravamo partiti con «L’Orda. Storie, canti e immagini di emigranti» dedicato all’avventura umana dei nostri nonni emigranti e alla xenofobia antitaliana: io, Gualtiero alla chitarra e alla fisarmonica, Paolo Favorido al pianoforte, Cecilia Bertelli, Elena Biasibetti, Giuseppina Casarin e Rosanna Zucaro come voci soliste, Simone Nogarin alla chitarra. Via via, a seconda degli spettacoli, si sono aggiunti Maurizio Camardi al sassofono e ai fiati, Mimmo Santaniello al contrabbasso, Michele Troncon alle percussioni, Rachele Colombo (che suona anche la chitarra e le percussioni) e Sandra Mongini come voci soliste.

Sono nati così «Odissee. Canti, storie e immagini di mari e migranti» sui viaggi per mare dei nostri emigranti, «Il maestro magro» sull’Italia povera ma serena degli anni 50, «I banditi della libertà» sulla Resistenza, «Maledette suffragette» sul ruolo della donna nel lavoro e in politica, «Aqua. Abbecedario musicale, storico e letterario della fonte di vita» (ora da soli, ora con Natalino Balasso o Moni Ovadia), «Tribù Show. Foto di gruppo con Cavaliere» sugli anni azzurri berlusconiani e «Un paese di gente perbene» con Bebo Storti (o talvolta con Natalino Balasso).

Eravamo partiti senza un minimo di organizzazione, senza attrezzature, senza sponsor, senza l’appoggio di un teatro, con tanta buona volontà e risultati a volte scoraggianti, come certe serate con quattordici o quindici spettatori. Poi un po’ siamo cresciuti noi, un po’ siamo stati benedetti da un passaparola che si è fatto di settimana in settimana più generoso nei nostri confronti, fatto sta che oggi, se ci voltiamo indietro, ci sembra perfino impossibile: con uno spettacolo o con l’altro abbiamo fatto oltre cinquecento serate in giro per le piazze e i teatri italiani, dalla valle dei Templi di Agrigento alla fiera del libro di Mantova, dal teatro Dal Verme di Milano al Salone del Libro di Torino, dal «Caterfestival» di Sant’Arcangelo di Romagna a Santa Maria in Trastevere per «Libri in piazza» dell’Estate Romana.

Più una serie di serate a Parigi, Berlino, Caracas, Toronto, Montreal, Los Angeles, Washington, Chicago, New York… Più ancora alcuni eventi speciali contro il razzismo a Milano, a Treviso e a Verona con Antonio Albanese, Natalino Balasso, Davide Enia, Alessandra Mora, Stefano Nosei, Moni Ovadia, Marco Paolini, Renato Sarti, Santino «Alexian» Spinelli, Bebo Storti e i contributi di Maurizio Crozza e Luciana Littizzetto. Serate che in qualche modo mi hanno poi spinto a scrivere «Negri, froci, Giudei & co.».

A questo punto cosa manca? Manca «Negri, froci, Giudei & co.» a teatro. Ma è solo una questione di tempo.

Poche settimane e partiamo.

Gian Antonio Stella

 

 

Rassegna stampa

16 gennaio 2010 Bolzano prima nazionale dello spettacolo

 

 “Alto Adige” domenica 17 gennaio 2010

 

“NEGRI, FROCI, GIUDEI & CO” così Stella racconta quanto razzisti siamo

di Andrea Perugini

 

Nei bar ieri si discuteva dei cori da stadio contro Mario Balotelli, oggi davanti al focolare domestico, scaldati dalla TV che senza soluzione di continuità trasmette le immagini  commentate da Zio Emilio sui fatti di Rosarno (Calabria, Italia) ci chiediamo: l'Italia è un Paese razzista?

Stella è tra i pochissimi che nel firmamento culturale italiano splende di luce propria perché non inquadrato nella claustrofobica ed ormai sempre più artificiosa contrapposizione destra/sinistra. È quindi puntuale dispensatore di bacchettate a 360°.

Dopo avere consegnato alle stampe classici della saggistica tra cui citiamo Schei, l'Orda e La Casta (quest'ultimo vera spina nel fianco di ogni azzeccagarbugli della partitocrazia) ha scritto, infine, Negri, Froci, Giudei & Co. che come di consueto trova poi splendida trasposizione negli spettacoli musicali e visuali della Compagnia delle Acque di Gualtiero Bertelli.

A Bolzano presso l'Auditorium Battisti, in prima nazionale, viene presentato lo spettacolo in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

Il programma prevede alle 18.00 anche la proiezione del film La Giusta Distanza di Carlo Mazzacurati e alle 20.00 un piccolo buffet interetnico.

Alla prima, tutto esaurito, posti in piedi. Come da tradizione l'ossatura dello spettacolo è rappresentata dagli estratti del saggio che Stella legge come monologo direttamente al pubblico parlando dal palco carico di umanità, sapienza ed ironia. Poi vi sono le immagini (risultato di una ricerca a volte veramente notevole) ad accompagnarci per tutto il percorso. Proiettate sullo schermo,  con la potenza di cui sono intrinseche portatrici, le immagini sanno subito colpire il bersaglio visualizzando ciò che poteva esser solo immaginato o, a volte, anche ciò che non si sarebbe mai potuto immaginare, fissandosi poi indelebilmente nella memoria di ciascuno. Infine, la musica del repertorio etno-popolare eseguita dalla Compagnia delle Acque (voci, fisarmonica, tastiere, sax, chitarra contrabbasso e percussioni) che sa avvolgere la platea e sa animare e amalgamare con l’emozione l'eloquenza di parole ed immagini.

Uno spettacolo commovente e bellissimo, che segue i canoni dei suoi predecessori.

Dedicato a chi riesce ancora a sentire una fitta al cuore di fronte alla rappresentazione dell'ingiustizia, a chi si indigna davanti alla TV che mostra i naufraghi della speranza, a chi crede che il nostro passato di immigrati e vittime del razzismo non si debba dimenticare mai per lasciare il posto alla sopraffazione del carnefice.

Agli spettacoli di Stella con la Compagnia delle Acque dovrebbero partecipare tutte le scuole quale obbligo didattico. Di fronte al bestiario razzista italiano ne rappresenta, infatti, uno degli strumenti di contrasto più efficaci perché più belli, capace com'è di sintetizzare la ricerca enciclopedica alla potenza delle immagini, all'emozione della musica ed anche ad un pizzico di ironia.