Fabrizio Gatti e Gualtiero Bertelli
BILAL
viaggiare, lavorare, morire da clandestini
con
Maurizio Camardi
Rachele Colombo
Paolo Favorido
Guido Rigatti
Testo tratto dal libro
"BILAL" di Fabrizio Gatti
premio Terzani 2008
Musiche di
Gualtiero Bertelli
Maurizio Camardi
Rachele Colombo
Paolo Favorido
Elaborazione elettroniche di
Rachele Colombo
Immagini dal Sahara di
Fabrizio Gatti
Foto e filmati di:
Rocco De Benedictis
Giorgio Lotti
Mauro Parissone
Lillo Rizzo
Regia di Gualtiero Bertelli
Fabrizio Gatti ha attraversato il Sahara sugli stessi camion che trasportano clandestini. Ha incontrato affiliati di Al Qaeda e scafisti senza scrupoli. Ha superato indenne le frontiere. Si è infiltrato nelle organizzazioni criminali africane e nelle aziende europee che sfruttano la nuova tratta degli schiavi. Si è fatto arrestare come immigrato clandestino vivendo sulla propria pelle l’osceno trattamento riservato agli immigrati nei centri di permanenza temporanea. Ha scoperto i nomi, le alleanze e le complicità di alcuni governi che non fanno nulla contro il traffico di schiavi, anzi, ci guadagnano.
“Il 12 per cento delle persone che partono dalle coste della Libia e dalla Tunisia non arriva in Europa. Il 12 per cento” spiega l’autore “significa che tra 182 passeggeri su questo camion, 22 moriranno. E se di questo si salveranno tutti, del prossimo ne moriranno forse 44. Oppure 66 di quello che verrà dopo.”
Questa storia, documentata da immagini drammatiche scattate dallo stesso autore
e da altri straordinari fotografi, ha incontrato i canti e le musiche di
Gualtiero Bertelli e dei musicisti che con lui lavorano da tempo sul rapporto
tra storia e canzone.
Ne è nata una rappresentazione molto viva e coinvolgente che si avvale di musiche e canti in parte composti da Bertelli e dai suoi compagni e in parte tratti da repertori dei paesi di provenienza dei nuovi schiavi.
Fabrizio Gatti ha attraversato il Sahara sugli stessi camion che trasportano clandestini. Ha incontrato affiliati di Al Qaeda e scafisti senza scrupoli. Ha superato indenne le frontiere. Si è infiltrato nelle organizzazioni criminali africane e nelle aziende europee che sfruttano la nuova tratta degli schiavi. Si è fatto arrestare come immigrato clandestino vivendo sulla propria pelle l’osceno trattamento riservato agli immigrati nei centri di permanenza temporanea. Ha scoperto i nomi, le alleanze e le complicità di alcuni governi che non fanno nulla contro il traffico di schiavi, anzi, ci guadagnano.
“Il 12 per cento delle persone che partono dalle coste della Libia e dalla Tunisia non arriva in Europa. Il 12 per cento” spiega l’autore “significa che tra 182 passeggeri su questo camion, 22 moriranno. E se di questo si salveranno tutti, del prossimo ne moriranno forse 44. Oppure 66 di quello che verrà dopo.”
Questa storia, documentata da immagini drammatiche scattate dallo stesso autore
e da altri straordinari fotografi, ha incontrato i canti e le musiche di
Gualtiero Bertelli e dei musicisti che con lui lavorano da tempo sul rapporto
tra storia e canzone.
Ne è nata una rappresentazione molto viva e coinvolgente che si avvale di musiche e canti in parte composti da Bertelli e dai suoi compagni e in parte tratti da repertori dei paesi di provenienza dei nuovi schiavi.
La rappresentazione vede in scena un narratore (quando è possibile è lo stesso autore del libro) e un nutrito gruppo di musicisti che alternano brani musicali composti per l’occasione con canti e suoni di vari paesi africani, canti tradizionali italiani, nuove canzoni legate al mondo rappresentato nel libro e sulla scena.
Racconti e musiche sono accompagnati dalla proiezione di foto e filmati montati da Gualtiero Bertelli, utilizzando materiali offerti da fotografi di fama nazionale, mentre il lungo viaggio attraverso il Sahara è documentato dalle straordinarie immagini che lo stesso Gatti ha raccolto durante la sua avventura.
90 minuti da vivere dentro la cronaca della più grande avventura del Terzo Millennio.
BILAL ha ricevuto il premio Terzani 2008.